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Quanto costa un progetto di flower design [intervista a Roberta Pellegrino]

Ho chiesto a Roberta Pellegrino, floral designer di Nina Eifiori, di aiutarti a capire quanto investire per il tuo matrimonio e di darti qualche dritta per esaltare la personalità di un allestimento floreale.

QUANTO COSTA UN SERVIZIO DI FLORAL DESIGN PER UN MATRIMONIO?

Sara: Ciao Roberta. Immaginando un matrimonio di circa 80 invitati, allestito con un tavolo imperiale, più i fiori di sposa, damigelle, testimoni, e all’allestimento della cerimonia, quanto dovrà investire una sposa per un servizio floreale di buon livello?

Roberta: Mediamente il costo di un servizio come il mio si aggira intorno ai 5.000 euro, ma il valore varia in base alla scelta floreale. L’aspetto fondamentale per valutare un investimento è la progettazione, questa è la fase che realmente ti dà la possibilità di ottimizzare i costi e ottenere il miglior effetto possibile. La capacità di progettare infatti è la caratteristica fondamentale che fa la differenza fra floral designer e fiorista.

LO STILE DEL PROGETTO FLOREALE PARTE DALLA LOCATION 

Sara: Secondo te è più importante che un progetto di flower design parta dallo stile della location o dal tema estetico dell’evento?

Roberta: Lo stile della location è a mio parere fondamentale ed è generalmente ciò che ne determina la scelta dei fiori. Gli sposi hanno quasi sempre in mente un’atmosfera, anche se alcune volte non ne sono del tutto consapevoli, ed è per questo che si trovano a loro agio in alcuni luoghi piuttosto che in altri. Lo stile della location e l’atmosfera vanno di pari passo, anche se a volte alcuni sposi azzardarono uno stile più eclettico o in contrasto con il luogo del ricevimento. I migliori risultati si ottengono sempre in una attenta armonizzazione degli elementi.

Sara: Sono d’accordo. Ci descrivi l’allestimento che hai progettato e realizzato e che ti ha entusiasmata di più?

Gli allestimenti che ho preferito sono tutti quelli in cui gli sposi mi hanno dato piena fiducia e lasciato ampio margine di libertà. Come quando abbiamo costruito un “nido di rami intrecciati” traendo spunto dalle danze di corteggiamento che l’uccello giardiniere inscena per la propria compagna. Ricordo che durante il sopralluogo notammo che uno degli alberi del lungo lago era seccato durante l’inverno. Il proprietario ci disse di non preoccuparci perché l’avrebbe tagliato a breve, da lì ci venne l’idea di riutilizzarlo per ricostruire il giusto fondale per la cerimonia. Gli sposi si mostrarono da subito super entusiasti ed il risultato lasciò tutti a bocca aperta, noi per primi.

ISPIRAZIONI

Sara: Quali sono i tuoi modelli, le persone che più ti ispirano e che consideri dei punti di riferimento per la tua crescita professionale?

Roberta: La prima volta che mi sono imbattuta per caso, navigando in internet, nelle composizioni floreali di SAIPUA è stato amore a prima vista. Il loro stile è unico e irripetibile, guardando le loro composizioni, che sono autentiche opere d’arte, ho capito finalmente qual era la strada in cui avrei incanalato le mie due passioni: fiori e architettura.

La poesia delle foto di Jonas Peterson mi ha fatto “vedere” con occhi nuovi il mondo dei matrimoni, le sue foto mi hanno fatto respirare nuove leggerezze, nuovi paesaggi, un linguaggio tutto nuovo e fresco, ricco di dettagli intimi e fortemente poetici.

Era il lontano 2010/2011 (sembra un secolo fa) e ho pensato che finalmente esisteva un modo “bello” per celebrare l’unione di due persone, quindi non ho fatto altro che unire gli stili di Saipua e Peterson e da lì è nata la mia ispirazione.

Ad oggi i floral designers che ammiro e che sono per me fonte d’ispirazione sono molti ma se dovessi fare tre nomi direi: Jo Flowers, Sarah Winward e Catherine Muller Paris. Diversissime fra loro, le loro installazioni riescono tuttavia a emozionarmi tutte.

ARCHITETTURA E FIORI

Sara: Quanto ha inciso il tuo background e i tuoi studi di architettura nel tuo modo di lavorare? Come crei le connessioni tra le architetture delle location e i tuoi decori floreali?

Roberta: I miei studi di architettura prima e di “architettura del paesaggio” poi, sono stati assolutamente fondamentali per la nascita e lo sviluppo della mia attività di floral designer.

Nel mio percorso da architetto mi sono da sempre confrontata con i concetti che sono alla base della “composizione” in generale: equilibrio delle forme e dei volumi, delle densità, delle tessiture, delle cromie (in cui la luce ha un ruolo fondamentale). Tutte regole compositive che possono essere applicate a uno spazio, come anche a un oggetto (floreale o meno). Poi la mia eterna passione per i fiori, e per la natura in generale, ha fatto il resto.

Studiando l’architettura del paesaggio ho approfondito gli aspetti più tecnici ma anche più poetici legati “all’organizzazione della natura”.

Uno dei miei più grandi ispiratori è stato l’agronomo francese Gilles Clément che mi fece sognare ad occhi aperti con la sua teoria dei “giardini in movimento” (ho tutta la sua bibliografia!), ma quando visitai il giardino della Fondation Cartier a Parigi ho toccato con mano cosa significa integrazione fra naturalezza e linguaggio architettonico. Questo giardino è una meraviglia di infiorescenze che si intravedevano fra le pareti leggere, trasparenti delle architetture, un giardino selvatico, fresco e leggero, solo apparentemente naturale, ma studiato nei minimi dettagli. Un sogno! Non volevo più andare via da lì.

Da qui la chiave di quello che cerco di perseguire. Le mie composizioni non sono mai avulse dal contesto, ma ne sono il frutto in termini sia stilitici che spaziali-compositivi, sono una propagazione degli spazi in cui intervengono. Il loro stile si declina di volta in volta, a seconda che lo spazio sia più elegante e raffinato, più selvatico o bucolico, più romantico o moderno, più leggero o più strutturato, più materico o etereo, pur mantenendo una forte connotazione naturalistica, quasi fossero “pezzi di paesaggio” sfuggiti o “piccoli giardini”.

La sfida più difficile resta tuttavia lo studio delle proporzioni che è alla base di ogni intervento, affinché il tutto (spazio preesistente e installazioni floreali) risulti armonico e “bello”. Ed in questo la mia formazione di architetto opera al 100%.

Arco di Fiori per un matrimonio. Allestimento di Roberta Pellegrino.

Fra gli allestimenti indimenticabili che ho realizzato, ricordo quello fatto qualche anno fa per il Natale in uno degli alberghi del centro storico di Roma.

Ci chiamarono per una consulenza per le solite “decorazioni natalizie” ma appena vedemmo lo spazio pensammo subito ad una vera e propria installazione. installammo 56 fili di 15 metri l’uno da appendere nella corte principale dell’albergo che aveva un impianto distributivo a ballatoio.

La direttrice artistica dell‘hotel fu subito entusiasta e ci seguì in questo progetto la cui installazione durò una settimana. L’effetto fu quello di una bellissima “nevicata”, usando fiori di cotone e materiali che avrebbero resistito per tutto il periodo natalizio senza problemi.

La nostra installazione conquistò tutti i clienti dell’albergo le cui stanze si affacciavano sulla corte centrale, tant’è che non fu mai smontata. Restò lì per tre anni, finché dovettero disfarla per lavori di adeguamento della corte alle normative antincendio.

Si chiamava “Paesaggio sospeso n.1” e a testimonianza di questo lavoro abbiamo un bellissimo video girato e montato, pensate un po’, dalla sposa del “nido di rami intrecciati”, Rosa Pugliese, una bravissima videografa con cui è nata una bellissima amicizia.

[L’intervista continua a questo link.]

Sono Sara, wedding designer e planner di Princess Wedding. Da 10 anni organizzo matrimoni per persone che amano lo stile e il design.

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